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Messaggio di Leon M. Lederman, premio Nobel per la Fisica 1988
Mi rivolgo ai delegati incaricati di celebrare durante l'Anno Mondiale della Fisica
2005, la fantastica produttività di un impiegato dell'Ufficio Brevetti di Berna,
in Svizzera.
La produttività di Einstein non è stata eguagliata . . ancora.
Proprio ciò dovrebbe invogliare tutti noi a lavore duro per trovare i nuovi, giovani
Einstein del 21° secolo, sia che essi si trovino in uno sporco villaggio nella giungla
o in una baracca di Calcutta o di Chicago o che provengano dai ricchi sobborghi di
Londra o New York.
La legge delle probabilità e' dalla nostra parte e fra gli oramai
oltre 6 miliardi di persone deve esistere un cervello capace di elaborare una nuova
teoria della relatività quantistica, o sul funzionamento della coscienza umana o una
soluzione per i nuovi mali mondiali, inclusi cancro e povertà.
Non potendo riconoscere
nel bimbo quello che sara' da adulto, dobbiamo trattare tutti i bambini come dei grandi
geni espandendo enormemente i nostri sforzi di scolarizzazione a quei milioni di bambini
che normalmente ne sono esclusi.
i vantaggi di un così massiccio sforzo educazionale
non potranno che essere enormi.
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A message from Leon M. Lederman, Nobel laureate in Physics 1988:
This is addressed to the delegates planning the World Year of Physics 2005
honoring the fantastic productivity of a patent clerk, working in Bern, Switzerland.
Einstein's productivity has never been equaled . . . yet. However,
this should inspire all of us to work harder at finding the new, young Einsteins
of the 21st century, whether they are children in a dirt floor jungle village or
in the slums of Calcutta or Chicago or even in the affluent suburbs of London
or New York.
the laws of probability are on our side and among the additions
to our now 6 billion people there must be a mind capable of creating a new
theory of quantum relativity or of the operation of human consciousness or of a
key to the new pandemic diseases, but also including cancer and poverty.
Since
it is impossible to recognize such a child, we must treat all children as
potentially so creative by greatly expanding our educational reach to the
millions of children normally excluded.
The profits of such a massive
educational effort will clearly be enormous.
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